+39 06 768613 | +39 366 6160638
Quando:
20 Maggio 2022@19:00–21:00
2022-05-20T19:00:00+02:00
2022-05-20T21:00:00+02:00
Costo:
15,00 €
Contatto:

La Via dei Padri e degli Dèi 

   

Che vi siano il sole, la luna e le stelle, per noi è ormai un fatto neutro, ininfluente, che ha sciolto ogni rapporto con i fondamenti naturali della nostra esistenza.
L’abbandono di quella cultura “cosmologica” che ancora era condivisa dai nostri nonni contadini ha decretato la fine (anche se tale processo si è compiuto in un lungo periodo di tempo) di un’idea di cosmo inteso come “organismo armonioso e gerarchizzato, la cui unità permetteva di scoprire analogie e corrispondenze tra le parti e, in seguito, entro queste parti e il loro modello: che è Dio
Jean Hani (1917-2012) filosofo francese esperto di Tradizione Romana, civiltà greca, Professore di letteratura e greco all’Università di Amiens in Francia.
L’uomo arcaico era consapevole dello stretto rapporto che correva tra l’ordine del cosmo, assoluto, illimitato, e quello terrestre, finito, limitato e per questo non sufficiente a se stesso. Tutto ciò che avveniva nel cielo aveva una ricaduta tangibile sulla terra e influiva sugli eventi umani.  
Al centro del sapere arcaico era l’idea che il sacro è l’origine di ogni realtà e di ogni mutamento, e che per acquisire un’adeguata conoscenza del reale era indispensabile allineare l’esperienza concreta del mondo naturale alle geometrie degli eventi celesti. 
Il cerchio, la croce e il quadrato sono i più antichi simboli utilizzati dall’uomo preistorico. Prima ancora di essere oggetto della ricerca dei filosofi greci della physis, da Talete in avanti, essi furono gli elementi primi di una geometria sacra attraverso la quale era schematizzato l’eterno movimento dei corpi celesti. 
 
Il primo simbolo della croce conosciuto dall’uomo nacque dall’idea della Terra, di forma quadrata, orientata rispetto ai punti all’orizzonte dove il Sole sorgeva e tramontava.
Scrive Anthony Snodgrass, ricercatore, archeologo noto per il suo lavoro sulla Grecia arcaica e Professore emerito all’università di Cambridge: l’immagine geometrica era dunque una formula mnemotecnica che consentiva l’assimilazione e la trasmissione dei princìpi della meccanica universale conosciuti al tempo, da cui traeva fondamento la realtà naturale e la sopravvivenza dell’uomo.
Questa geometria è indelebilmente impressa nell’orientamento delle fondazioni del tempio e della città, in occidente come in oriente senza escludere le culture tribali. La struttura del tempio, come ogni spazio ritenuti sacro dall’uomo, è una rappresentazione del cosmo, cioè imita la struttura dell’universo e incorpora una cosmologia.
Quali sono le regole che permettono la generazione di un Templum? 
 
Come viene orientata la croce e individuato il cardo ed il Decumano?